Banche francesi e paradisi fiscali

Le banche sono i principali utilizzatori dei paradisi fiscali. I primi dodici gruppi bancari europei hanno in media un quarto delle loro filiali in queste giurisdizioni segrete.
Questa forte presenza è un problema nella lotta contro l’evasione fiscale, ma anche un problema nel combattere contro la corruzione e il maltolto e costituisce una sfida importante per la regolamentazione e la stabilità finanziaria.
Ai fini fiscali, la responsabilità delle banche è duplice: in primo luogo come le imprese multinazionali, esse devono obbedire alla legge ed essere trasparenti; in secondo luogo come intermediari finanziari hanno un ruolo da svolgere in questa trasparenza esigente dai loro clienti, privati e soprattutto dalle aziende che ospitano i conti e finanziamenti.

Per convincere i suoi partner europei e i paesi del G20, la Francia deve dare l’esempio e rinnovarsi nella lotta contro l’evasione fiscale e la segretezza finanziaria nei paradisi fiscali. La commissione per le Finanze del Senato ha approvato in prima lettura un emendamento al disegno di legge di bilancio suppletivo del 9 dicembre 2011 per duplicare la regola stabilita dalle regioni a livello nazionale.
Ma l’Assemblea nazionale aveva respinto un paio di giorni fa tale emendamento. Nel contesto di questa relazione, il CCFD-Terre Solidaire ha inviato una lettera a sette banche francesi per chiedere loro cinque domande specifiche circa la loro presenza in paradisi fiscali, la loro responsabilità fiscale e il grado di trasparenza delle loro attività. in connessione con la campagna “Stop paradisi fiscali” del 2009, anche durante la campagna per le elezioni regionali del 2010, le regioni hanno preso le proprie responsabilità adottando nuove regole di trasparenza per le loro operazioni bancarie.

Banche francesi e paradisi fiscaliultima modifica: 2017-02-24T11:21:49+01:00da tatibe
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